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Pannelli solari termici, pompe di calore e caldaie a biomassa installati per adempiere agli obblighi del Dlgs 28/2011 sono interventi “incentivati

Pannelli solari termici, pompe di calore e caldaie a biomassa installati per adempiere agli obblighi del Dlgs 28/2011 sono interventi “incentivati” a livello nazionale.

Due le strade a disposizione. La prima – che riguarda, però, solo le ristrutturazioni integrali – è quella dell’ecobonus per le riqualificazioni energetiche: come riconfermato dall’ultima legge di Bilancio, fino al 31 dicembre 2017 è possibile detrarre dall’Irpef o Ires (spalmato in rate su dieci anni) il 65% della spesa sostenuta per l’installazione del nuovo impianto. Il tetto di spesa, per le riqualificazioni energetiche complessive è di 100mila euro (più basso se l’intervento è parziale).

La seconda strada è il conto termico, valida per le ristrutturazioni rilevanti e, solo per l’installazione dei collettori solari, anche per le nuove costruzioni. Gli interventi – come spiegano però dal Gse che gestisce la misura – accedono agli incentivi solo per la quota eccedente quella necessaria per il rispetto degli obblighi. Significa che l’incentivo scatta se gli impianti vengono dimensionati (a partire dalla fase di progetto) per garantire una copertura della quota di produzione da rinnovabili maggiore rispetto alle percentuali previste come obbligo di legge. L’incentivo che verrà riconosciuto sarà pari a quello previsto dall’algoritmo di calcolo per quella tipologia di intervento moltiplicato per la percentuale che identifica la quota eccedente l’obbligo. Per il fotovoltaico, invece, concluso il conto energia, rimane solo lo scambio sul posto e il ritiro dedicato, eventualmente abbinato al 50 per cento.

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